domenica 1 aprile 2007

Il barlafuso del Brera

Son lì bel bello che sorseggio la Ballata del pugile suonato quando il Brera mi sorprende con un "poveri barlafusi" a pagina 144 dell'edizione Baldini e Castoldi (1998). C'è una traduzione a piè pagina. Riporto testualmente: Piedi per terra: espressione tedesca: Barrefusse. Il tedesco essendo simile all'inglese "bare foot" che si traduce con "piede nudo".

Ora io ho sempre saputo che barlafùs (magari con i due puntini sulla u) è persona poco affidabile e non tipo che giri a piedi scalzi per il mondo. Sicché subito mi son dato da fare chiedendo ai più colti e preparati di me.

Corrado, in primis: il quale mi ha indicato una strada eccentrica, un po' improvvisata: fus-fusi, cose che servono a filare. Forse che le donne (e gli uomini) lavoravano coi fusi stando a piedi nudi? Boh.

In secundis, ho chiesto a liseuse che fine traduttrice è: la quale, con sollecitudine di cui le son grato (eran dopotutto le 2.24 di notte...), mi ha scritto questa email:

Hai visto bene che bare foot e barfuß sono parenti stretti, ma ambedue vogliono dire "a piedi nudi". Se "piedi per terra" si intende che senza la confortevole intermediazione di scarpe, potremmo esserci. Barfüßer venivano chiamati appunto i monaci scalzi (cfr qui:
http://www.nati-scalzi.org/CULT/folk/topo.htm).

Ma qui, purtroppo, la luce di liseuse si spegne. Ella pertanto mi suggerisce di porre la domanda a un accademico dell'Università di Torino: l'illustrissimo professor Gianluigi Beccaria: il quale, come si sa, tiene una piacevole rubrichetta su La Stampa, titolata Parole in corso.

E' notte fonda quando spengo il computer e mi getto nel letto.

La mattina, questa mattina di domenica, scrivo dunque al prof. Beccaria.

Apro una parentesi. Milo conobbe il prof. Beccaria in quanto fu campionessa di Parola mia per un'intera settimana. Conobbe anche il Rispoli, certo, e una delle sorelle Carlucci, quella bruna e riccioluta, l'Anna: ebbe insomma, Marcella, ben più dei "15 minuti di notorietà" preconizzati da Andy Warhol. Chiudo la parentesi.

In tarda mattinata, mi risponde il prof. Beccaria. Io stupisco letteralmente per la presta gentilezza del famoso linguista. Scorro dunque l'email divorando le parole come fossero pizzoccheri, per giungere subito alla dritta illuminante: eccola infine:

Mi dispiace, non ne so proprio nulla!

:-(

Comunque io non mi arrendo: non sono mica un barlafùs.

5 commenti:

Marco ha detto...

Marco, che io sappia si tratta di parola in dialetto milanese con la quale si identificano cose o persone di poco valore.

marco fossati ha detto...

sabato, avendo tempo, farò capatina in biblioteca...

Anonimo ha detto...

nella tua ricerca prova anche con 'sbarlafus' , capita abbastanza spesso che parole dialettali milanesi siano precedute dalla 's' prostetica rafforzativa.
Sono proprio curiosa di sapere cosa trovi

ciao!
Manuela

Anonimo ha detto...

Barlafüs = Cianfrusaglia

Il Tarrari

marco fossati ha detto...

il Tarrari, (anonimo) grazie!